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Purple Library (Italian)

LA BIBLIOTECA VIOLA

Nel palazzo di Mount Stuart si trovano 4 biblioteche che ospitano piu’ di 27.000 volumi datati dal 1477 ad oggi. 

Questa stanza viene chiamata la Biblioteca Viola prendendo il suo nome dal colore originale delle pareti, cosi’ come le altre due storiche biblioteche, Rossa e Blu. 

Nel 2004, Johnny, il 7° Marchese di Bute fece costruire la quarta piu’ moderna biblioteca, spazio che vede collocata la collezione di volumi provenienti dalla casa signorile di Dumfries, altra proprieta’ che faceva parte degli immobili di famiglia. 

La biblioteca Viola fu’ una delle ultime stanze create dall’architetto Robert Rowen Anderson. 

Anche qui le vetrate colorate furono disegnate da Horatio Walter Lonsdale e illustrano gli stemmi araldici comunali delle citta’ scozzesi di Ayr e Dumfries. 

Le collezioni di volumi che ritroviamo nella biblioteca Viola testimoniano i numerosi interessi e hobby delle varie generazioni dei Conti e Marchesi di Bute. 

Dietro al Perspex, troviamo l’enciclopedia botanica compilata dal 3° Conte, che, grande appassionato della materia, collaboro’ con la Principessa Augusta del Galles alla realizzazione dei magnifici giardini di Kew Palace a Londra.   

I libri esposti vicino al camino e all’orologio fanno parte della collezione liturgica del 3° Marchese. Il 3° Marchese, oltre ad essere un teologo e religioso devoto era anche un capace linguista. Dal 1870 dedico’ 9 anni a completare la traduzione del breviario cattolico dal latino all’inglese. 

Il 4° Marchese colleziono’ libri dedicati allo sport e il 5° Marchese mise assieme un’interessante collezione di ornitologia. 

Soffermiamoci ad osservare come al soffitto in legno, prodotto nel laboratorio Bute di Cardiff, seppur sapientemente intagliato, manchino le elaborate decorazioni e finiture di oro e specchi realizzate nei soffitti della stanza di Lady Bute o della stanza padronale al piano di sopra, rivelando un ulteriore esempio di come, seppure dopo 20 anni di lavori, alcune parti del palazzo rimangano ad oggi incompiute. 

Infine, possiamo osservare qui esposto un artefatto di grande interesse, si tratta di uno Zun, vaso ceremoniale cinese. Lo Zun veniva utilizzato, nella Cina antica duranti i rituali per contenere vino da offrire alle divinita’ e agli antenati, tipicamente in bronzo decorato e di forma tozza. Questo Zun, molto probabilmente aquisito negli anni 30 dal 4° Marchese, rappresenta una civetta, animale simbolico e spirituale, una lucertola, segno di fortuna e ricchezza, le si avvolge intorno. Lo Zun e’ finamente decorato con incisioni in oro, argento e malachite.