Lady Bute Bedroom (Italian)
LA STANZA DI LADY BUTE
Ci troviamo nella stanza che originariamente fungeva da studio e salotto privato di Lady Gwendolen.
Le pareti sono rivestite, seppur rovinata e sbiadita dal passare del tempo, con la carta da parati in pura seta, che il 3° Marchese seleziono’ personalmente in quanto gli ricordava la carnagione rosata di Lady Bute.
Gli elementi della natura giocano il ruolo principale nell’esecuzione dettagliata e raffinata del lavoro d’intarsio della stanza; uccelli, foglie e insetti sono intagliati nel legno dei fregi, e nei capitelli di marmo.
Sulla parete, a destra del camino, si trovano i campanelli per chiamare il personale di servizio, Lady Bute poteva da qui convocare comodamente, la governante, la domestica, il personale di cucina o la bambinaia.
L’alcova, dove oggi si trova il letto, definita da un’arco in legno di noce finemente intarsiato, doveva essere la via d’accesso ad un altro ambizioso progetto del 3° Machese che non venne mai messo in opera.
La visione di Lord Bute, ispirata dalle cupole della moschea Hagia Sophia di Istanbul e prevista nei piani erchitettonici in archivio, contemplava la costruzione, adiacente alla parte sud del palazzo, di un’imponente serra e giardino d’inverno, in ferro e vetro, che dal piano terra avrebbe dovuto ergersi fino al piano superiore.
Potete trovare la copia del progetto originale in un espositore collocato all’esterno, nei giardini al lato sud del palazzo.
La porta, a destra del letto, porta alle camere della bambinaia e a quelle dei quattro figli di Lord e Lady Bute nati tra il 1875 e il 1886: Margaret, John, Ninian e Colum.
William Frame e Charles Campbell furono i mastri artigiani esecutori dell’ornamentale soffitto in legno di cedro impreziosito in oro e decorato da 120 specchi.
Robert Weir Schultz fu’ l’artistista che creo’ i delicati lampadari pendenti in vetro soffiato.
Nell’intero Palazzo, non solo la luce naturale era meticolosamente studiata, sia riflessa da uno specchio sapientemente collocato o che rimbalza sui marmi del salone o filtrata dal soffitto della galleria, ma anche la luce artificiale illumino’ Mount Stuart sin dalla sua costruzione.
Il 3° Marchese, uomo che sappiamo rivolgersi agli antichi come primaria fonte di sapere, era anche e sopratutto un uomo moderno, di ampie vedute e credeva fermamente nelle nuove tecnologie che si affacciavano all’era vittoriana, infatti, Mount Stuart, non solo era provvista di uno dei primi impianti elettrici installati in una residenza privata ma anche di un sistema di riscaldamento centralizzato, di un ascensore e perfino di una piscina coperta riscaldata.
I quadri che ornano le pareti della stanza di Lady Bute sono principalmente dell’epoca d’oro dell’arte fiamminga e olandese.
Di particolare pregio, appeso alla parete a sinistra dell’alcova, il ritratto, olio su tela, di William Howard, un antenato di Lady Gwendolen che fu implicato nel Complotto Papista e giustiziato nel 1680, questo ritratto fu eseguito dal rinomato pittore fiammingo Sir Anthony Van Dyck.
Van Dyck, si stabili’ a Londra nel 1632 e divenne il pittore di corte del Re Carlo I.