The Marble Hall (Italian)
IL GRAN SALONE DI MARMO
Questa straordinaria casa signorile fu costruita sulla base della pianta architettonica della precedente villa in stile georgiano costruita, sempre dagli Stuart nel 1720 e ridotta in cenere a seguito dell’incendio del 1877, dal giardino infatti si possono ancora vedere, ai due lati, le bianche strutture sopravissute.
Nel 1880 il 3° Marchese di Bute, John Patrick Chrichton Stuart, uomo eclettico e visionario, inizio’ la costruzione di cio’ che oggi ammiriamo; dobbiamo il progetto di questo palazzo in stile neo-gotico alla commissione data al famoso architteto scozzese Robert Rowen Anderson.
Il 3° Marchese, nato nel 1847, ancora in giovane eta’, eredito’ la sua ricchezza alla morte del padre, un grande industriale della sua epoca.
Una ricchezza che gli permise, non solo di realizzare la sua visione creativa del palazzo ma anche di rappresentare liberamente i suoi molteplici interessi accademici in ogni aspetto della costruzione, dai minuziosi dettagli che ritroviamo nei lavori d’intaglio e negli ornamenti, alla maestosita’ delle arcate e vetrate colorate.
Lord Bute, uomo di cultura, era un grande amante di architettura, si reputava un medievalista ma era anche profondamente interessato ai classici, alla mitologia Greca, appassionato di astrologia e astronomia e soprattutto era un uomo estremamente devoto, all’eta’ di 21 anni, provocando scontento e perplessita’ tra i suoi pari, si converti’ fermamente alla fede cattolica della Romana Chiesa.
Il gran salone di marmo, la cui ispirazione nasce da una visita del 3° Marchese ancora bambino, alla cattedrale di Acquisgrana, con i suoi 25 metri di altezza, rappresenta la gloria di Mount Stuart. Costruito in raro marmo e alabastro italiano, 12 colonne si innalzano alle arcate gotiche e ad un soffitto a volta, sontuosamente decorato.
Il soffitto, illustra le 49 costellazioni, e’ adornato da oltre 1000 stelle di cristallo esattamente posizionate secondo la mappa stellare del cielo dell’emisfero nordico, all’epoca del 3° Marchese.
Le vetrate riccamente colorate, opera dell’artista collaboratore Horatio Walter Londsdale, rappresentano i 12 segni dello zodiaco gradualmente cambiando tono e colore del vetro secondo la temperatura delle 4 stagioni. Dal verde dei tre segni primaverili (Pesci, Ariete, Toro) segue l’arancio e rosso dell’estate (Gemelli, Cancro, Leone) poi il fresco della stagione autunnale con i toni del violetto e azzurro (Vergine, Bilancia, Scorpione) e si conclude il circolo delle stagioni con le tre vetrate a Nord, in blu intenso per l’inverno (Saggittario, Capricorno, Acquario).
Nel 1884 la parte strutturale del salone di marmo era finita ma il lavoro di dettaglio d’incisione e decorazione richiedeva un processo lento e lungo.
Alla morte di Lord Bute nel 1900 alcuni dei particolari e finiture rimanevano incompleti: si possono osservare capitelli minuziosamente intagliati vicino ad altri intonsi che ancora aspettano, silenziosi, la mano del cesellatore.
I due arazzi che adornano i muri, commissionati dalla generazione successiva, il 4° Marchese di Bute, furono realizzati da Dovecot Studios in Edimburgo.
Gli arazzi, entrambi disegnati da William Skeoch Cummings, sono tessuti in lana, seta e metallo.
Il primo arazzo che fu prodotto, intitolato “Il Signore della Caccia” (The Lord of the Hunt) rappresenta una scena di caccia nelle Highlands scozzesi. Il lavoro comincio’ nel 1912 ma si dovette arrestare a causa dell’inizio della Prima Guerra Mondiale, tragicamente i due mastri tessitori morirono al fronte, per onorarli, le loro iniziali sono state intessute nella bordatura dai tessitori che li successero e il lavoro fu completato nel 1928.
L’arazzo sulla parete opposta porta il titolo di “Il tempo del ritrovo” (The Time of the Meeting), riproduce lo scenario di un Highland Game avuto luogo a Glengarry. L’intricato lavoro su questo arazzo inizio’ nel 1930 e i tessitori impiegarono 8 anni per completarlo.
La scena rappresenta i vari aspetti tipici di un highland game dalle gare sportive ai conviviali che bevono allegramente sotto la tenda della birra, canti e balli ed incantevoli dettagli di flora e fauna scozzese cosi’ come un simpatico cagnolino di razza Highland terrier.