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Gallery (Italian)

LO SCALONE E LA GALLERIA

Nella parte rivolta a sud del Gran Salone di Marmo si innalza l’imponente scala che porta al piano superiore. Principalmente costruita in marmo di Carrara e roccia calcarea sedimentata, una pietra nera che contiene fossili e sedimenti marini proveniente da Frosterley, nella regione inglese del Durham.

Lo scalone fu’ strutturalmente completato nel 1884, ma nel progetto del 3° Marchese di Bute, l’intero rivestimento delle  pareti doveva essere di marmo e alabastro; anche in questa occasione la sua visione finale rimase sospesa.

I 47 scalini portano al “piano nobile” del palazzo, all’altezza del pianerottolo centrale, notiamo le maestose vetrate a tema araldico.

Il 3° Marchese personalmente contribui’, con l’artista Horatio Walter Lonsdale, alla creazione dell’albero di rosa rampicante che, rappresenta le tre contee nobiliari legate alla famiglia. La finestra centrale e’ dedicata agli Stuart, Conti di Bute; in quella di sinistra, il leone rampante blu rappresenta i Crichton, Conti di Dumfries e la finestra di destra mostra lo scudo scarlatto con i galloni dorati dei Conti di Windsor di Pembroke in Galles. 

Continuando a salire ci e’ dato d’ammirare lo splendido ritratto di Lady Augusta, in abito da sposa, moglie del 4° Marchese di Bute.

E’ opera del celebrato artista parigino Carolus-Duran, l’artista era rinomato, nel 19esimo secolo, non solo per i suoi eleganti ritratti di societa’ ma anche per il suo ruolo d’influente maestro, la sua particolare tecnica pittorica mirava ad ottenere un risultato realistico tramite audaci pennellate e toni veritieri; tra i suoi allievi piu’ prominenti John Singer Sargent.

Lady Augusta ricopri’ un ruolo significativo durante la prima Guerra Mondiale. Mount Stuart fu trasformato in ospedale navale e Lady Augusta, ne divenne la capoinfermiera specializzata. Come riconoscimento del suo grande contributo, Re Giorgio V nomino’ Lady Augusta “Dama”, il grado piu’ alto dell’Ordine dell’Impero Britannico. Tra il 1914 e 1919 vennero trattati piu’ di 2100 casi di feriti di guerra.

Guardando in alto, il soffitto a volta, di intenso colore turchese ed adornato da stelle di cristallo irrora vividamente lo spazio. I pennacchi architettonici ospitano dei tondi decorati con i 6 giorni della Creazione, dal Libro della Genesi.

Il primo giorno Dio creo’ la Luce

Il secondo giorno Dio creo’ il Cielo

Il terzo giorno Dio creo’ la Terra, la Vegetazione e i Mari

Il quarto giorno Dio creo’ Il Sole e la Luna

Il quinto giorno Dio creo’ gli animali di mare e cielo

Il sesto giorno Dio creo’ gli animali di terra e l’uomo

In cima allo scalone di Marmo, si accede alla Galleria, anche qui alcuni dei capitelli non sono mai stati scolpiti e restano vuoti.

La galleria e’ un punto strategico per osservare le vetrate colorate con i 12 segni dello zodiaco. Al lato opposto della scala, i nati durante i mesi invernali potranno trovare i segni di Saggitario, Capricorno e Acquario, indicati dal blu della luce che filtra dal soffitto della galleria stessa.

Sulla destra del blu invernale, le luci sotto al soffitto sono verdi per indicare i mesi primaverili, le vetrate mostrano Pesci, Ariete e Toro.

Seguendo, in senso orario, vediamo la luce arancione e rossa che indica l’estate, le vetrate soprastanti dedicate a Gemelli, Cancro e Leone. Per chiudere il cerchio delle stagioni, al di sopra delle luci di colore violetto i segni autunnali di Vergine, Bilancia e Scorpione.

Luce e spazio erano elementi portanti per la visione artistica del 3° Marchese che gioca con illusioni ottiche prodotte da specchi, astutamente posizionati al di sopra dei varchi delle porte che danno nelle varie stanze della galleria, creando corridoi infiniti che aumentano la profondita’ percepita.

Nei giorni di sole, si puo’ osservare come la luce naturale esterna, attraversi i molteplici prismi di cristallo innestati nelle vetrate proiettando, sul marmo delle colonne interne, fasci di luce coi colori dell’arcobaleno.

Prendendo spunto dall’interesse per la mitologia del 3° Marchese il soffitto a volta della galleria stessa riproduce 128 teste di donna tutte divinita’ appartenenti alle tradizioni greche, romane e nordiche, ognuna con il loro nome originale riportato accanto.

Alle pareti della galleria ritroviamo esposte opere di pittori Italiani, olandesi e britannici.