Dining Room (Italian)
LA SALA DA PRANZO
La sala da pranzo veniva utilizzata per le cene formali; la tavola, che si puo’ allungare fino ad ospitare comodamente 20 coperti, e’ apparecchiata per il dessert.
Il servizio di porcellana Swansea del Galles, dipinta a mano, fa parte del servizio originale di 250 pezzi che fu commissionato nel 1815 dal prominente banchiere Thomas Coutts, la cui figlia sposo’ uno Stuart.
Sul tavolo vediamo delicati bicchieri da dessert in vetro e oro veneziano, vari oggetti in argento, dai simpatici animaletti alla scatola per i sigari, usualmente posizionata a capo tavola, vicino al posto riservato per il Marchese.
I lampadari in cristallo a goccia furono aggiunti solamente negli anni ’50, fu’ la quinta Marchesa che li porto’ dal Castello di Forbes in Irlanda.
L’imponente madia in legno di quercia, con intagli di foglie e bacche si coordina con la squisita boiserie della stanza.
Il tema della natura, cosi’ caro al 3° Marchese, segue nelle cornici e listelli a varie altezze, in basso, intagliati nel legno, uccellini che cantano tra nidi e foglie di quercia, il simbolo della famiglia Stuart, poi insetti, bacche e lumachine.
Nella cornice sotto al soffitto osserviamo vivaci scoiattoli, uno di loro, sopra la soglia della porta, sorpreso a lasciar cadere una ghianda!
L’intero delicato lavoro del legno che possiamo apprezzare in ogni stanza di Mount Stuart, gli intagli, incisioni e altre lavorazioni vennero create e realizzate nel consolidato e rinomato laboratorio Bute a Cardiff, in Galles, laboratorio che lavorava contemporaneamente alla ristrutturazione del Castello di Cardiff e del Castello di Coch, sempre di proprieta’ degli Stuart.
La storia della famiglia del 3° Marchese di Bute, colui che creo’ questa casa gotica vittoriana e di come venne in possesso della sua fortuna, ci viene raccontata tramite i ritratti di familiari e amici appesi alle pareti della sala da pranzo.
Sulla parete interna della sala osserviamo 5 ritratti del pittore scozzese Allan Ramsey. Il terzo da sinistra e’ il ritratto di John Stuart (1758) il 3° Conte di Bute, in abito da cerimonia dell’Order of the Thistle, il piu antico e nobile ordine di cavalleria in Scozia; il ritratto di sua cugina, Lady Mary Coke in un magnifico abito bianco perla, si trova alla sua sinistra.
Il 3° Conte, avvocato di professione, patrono delle arti e appassionato di botanica entra nell’entourage della Principessa Augusta Vedova di Galles, qui la si riconosce, nell’ultimo ritratto di questa parete, dallo scialle nero che porta sulle spalle, indicativo del fatto che la Principessa Augusta e’ in lutto per la morte del marito Federico II. Il 3° Conte diviene il confidente e consigliere del figlio della Principessa Augusta, il futuro Re Giorgio III, lo vediamo nel primo ritratto di questa stessa parete interna, al tempo in cui era ancora Principe di Galles.
Poco dopo l’incoronazione del Re Giorgio III, nel 1762 il Re investe il 3° Conte di Bute, da tempo suo leale consigliere, con la carica di Primo Ministro con l’obbiettivo di sanare un parlamento corrotto.
Sfortunatamente il 3° Conte non ha avuto vita facile in politica, dopo tutto si trattava di uno scozzese, la sua carica era stata imposta di fatto senza elezioni pubbliche, inoltre si rese responsabile di tassare al 25% la birra di sidro, questo risulto’ essere un vero passo falso! Dopo neanche un anno al potere e al seguito di un paio di tentati omicidi alla sua persona si dimise dalla vita pubblica.
Ritroviamo il 3° Conte, guardando verso la porta della sala, a sinistra della porta stessa, nel dipinto del ritrattista inglese Joshua Reynolds anche qui il Conte, dieci anni dopo la fine della sua breve carriera politica, indossava gli abiti cerimoniali dell’ordine di cavalleria “Order of the Garter” insignia d’onore che viene assegnata a chi ha servito un sovrano come pubblico ufficiale.
Sulla parete a destra della porta troviamo il ritratto, sempre by Joshua Reynolds, della moglie del 3° Conte, Mary Wortley Montague.
Rivolgendoci ancora una volta verso la parete interna della sala, possiamo osservare il ritratto del loro figlio, colui che alla maggiore eta’ diverra’ il 4° Conte di Bute, qui ancora bambino in uniforme di colore rosa.
Il 4° Conte, ha certamente la fama di aver fatto particolare attenzione, diciamo con accurata strategia, alla scelta delle sue consorti. Infatti nel 1766 sposo’ Charlotte Windsor, Baronessa di Cardiff, che oltre a essere l’unica ereditiera dei vasti possedimenti di famiglia delle valli del sud del Galles era anche l’unica erede del Castello di Cardiff e del Castello di Coch, proprieta’ che entreranno per diritto nella famiglia del Conte.
Il pittore inglese George Romney produce due ritratti, che si trovano nel vestibolo della sala da pranzo, del 4° Conte e sua moglie Lady Charlotte.
Il Re Giorgio III, per onorare e remunerare officialmente la lealta’ e l’amicizia che gli Stuart hanno offerto alla corte per tanti anni offri’ al 4° Conte di Bute il titolo nobiliare di Marchese, infatti nel 1796 venne nominato 1° Marchese di Bute.
Alla morte della prima moglie il 1° Marchese di Bute sposo’ Frances Coutts, figlia del famoso banchiere Thomas Coutts e naturalmente quest’unione porto’ al Marchese una dote in denaro alquanto sostanziosa.
Potete osservare il ritratto della seconda moglie Frances Coutts, dipinta da Thomas Lawrence, nella parete interna del vestibolo della sala da pranzo.
Thomas Lawrence dipinge anche il figlio del 1° Marchese, John Viscount Mountstuart, il quadro si trova appeso sopra il camino della sala da pranzo stessa, lo ritrae in costume spagnolo e sullo sfondo il Palazzo Escorial, vicino Madrid. Nel 1792 John sposo’ la figlia del conte di Dumfries Penelope Crichton. Tragicamente John, a soli 27 anni, muore a seguito di una caduta da cavallo, lascia un erede maschio il futuro 2° Marchese di Bute. Un uomo fondamentale nella nuova era industriale britannica, l’uomo che sara’ universalmente riconosciuto come il “creatore della Cardiff moderna”.
Avviciniamoci al suo dipinto magistralmente eseguito dal ritrattista scozzese di corte Sir Henry Raeburn che si trova sul camino nel vestibolo d’ingresso della sala da pranzo.
L’opera di Raeburn ci illustra la presenza significativa di un uomo fiero, sulle rive dell’isola di Bute con la tradizionale cappa scozzese drappeggiata sulle spalle.
Il 2° Marchese di Bute adotto’ il secondo cognome della madre Crichton, alla morte di Penelope nel 1805 e successe al titolo di Marchese alla morte del nonno nel 1814.
Questo Lord Bute fu’ un vero industrialista, un uomo d’affari di talento e lungimirante, non solo sviluppo’ e consolido’ i terreni ereditati nel sud del Galles, dove trovo’ antracite, prezioso carbone, ma a seguito di un’astuta e importante operazione d’investimento, dal 1836 al 1839, costrui’ la nuova infrastruttura navale del porto di Cardiff.
Una trasformazione sostanziale che elevo’ il piccolo villaggio di pescatori di Cardiff allo stato di citta’.
Il suo porto, sotto la sola giuristizione del 2° Marchese, divenne la base delle maggiori arterie navali di distribuzione per il resto del mondo.
Nell’epoca della Rivoluzione Industriale Britannica, con l’uso estensivo di carbone come energia, il porto di Cardiff ne divenne il maggiore centro d’esportazione per quasi un secolo.
Nel 1840 il fatturato annuale del 2° Marchese di Bute era pari a un terzo del prodotto industriale lordo della Gran Bretagna. A quel tempo era reputato essere l’uomo piu’ ricco dell’Impero Britannico.
Il 2° Marchese mori’ all’eta’ di 57 anni lasciando il figlio infante con ben 13 titoli nobiliari. Questo bambino, nato nel 1847, era il futuro 3° Marchese di Bute, John Patrick Crichton-Stuart, il bambino piu’ ricco dello stato e oltre. Piu’ tardi, all’eta’ di circa 30 anni, grazie alla grande fortuna ereditata dal padre pote’ costruire, senza limiti alla sua visione e creativita’, questo incredibile palazzo in stile Neo-gotico che oggi ammiriamo.